2 dicembre 2019 – Laboratorio di Tango Counselling

Tango e Counselling
“Il Tango non è una forma acrobatica o coreografica, bensì un incontro energetico, cerimoniale, rituale tra due persone; che si balla con il cuore. Il cuore come zona energetica, non come metafora poetica. Il tango si balla ricercando la forza del cuore.”
Silvia Wladimivski

Si tratta essenzialmente di un “lavoro a togliere”, volto a convogliare l’energia solo dove serve
sia dal punto di vista fisico che emotivo e psichico.
Per questo prima di entrare nel Tango il focus è su 3 basi fondamentali:

1-Percezione e ascolto
Quotidianamente ci muoviamo in maniera automatica e, riprendendo un’espressione di A. Lowen, il padre della bioenergetica, “abbiamo perso la grazia”. Volgendo lo sguardo verso l’interno ci accorgiamo di tante piccole tensioni e contrazioni muscolari cristallizzate. Il percorso verso lo sviluppo di una coscienza del corpo determina un aumento della sensibilità agli stimoli interni ed esterni e un affinarsi della propriocezione.

La salute non è assenza di dolore ma presenza di un basilare tono corporeo di piacere. La capacità di sentire ciò che sta accadendo ad un’altra persona (alla base dell’empatia), si fonda sul fatto che il nostro corpo entra in risonanza con altri corpi viventi. Se questo “risuonare” con l’altro manca viviamo in scarso contatto con noi stessi.

2-Respirazione
Respirare profondamente è sentire profondamente. Se respiriamo in profondità nella cavità addominale, quella regione si anima. Se la nostra respirazione non è profonda reprimiamo sentimenti. In particolare tratteniamo la tristezza associata al pianto profondo, in inglese belly cry (pianto di pancia, simile a quello di un neonato). Ci abituiamo fin da bambini a tirare in dentro la pancia per isolare sentimenti di dolore.

3-Radicamento e postura
Radicarsi significa possedere una base di appoggio stabile. Essere consapevoli del peso del corpo, dell’asse e della gestione di questi elementi nello spazio. Nella storia del Tango è l’esigenza primaria dell’immigrante. Dal contatto con le fondamenta (sul piano fisico i piedi, prima base d’appoggio) posso costruire e sostenere l’edificio corpo (equilibrio, postura) fino a trovare nell’incontro e nell’abbraccio un equilibrio e una stabilità condivisa.
In un buon ballo, come in un rapporto sano, le persone si cercano per condividere, a partire da un asse o“centro” personale, da cui muoversi e a cui poter tornare.

A cura di Claudia Silletti: Gestalt Counsellor laureata in Psicologia, danzatrice ed insegnante di Tango argentino

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