Festa di Primavera 2012

Anche quest’anno siamo nella splendida cornice del Mugello, in località S.Martino a Scopeti alla Festa della Primavera, organizzata dall’Ass. Il Volo della Libellula di Sesto Fiorentino.

Ricordo ancora la bella atmosfera dell’anno scorso e l’esperienza del contatto con il posto e i partecipanti. Consapevole che le cose non si ripetono mai due volte, evitando ogni aspettativa, mi reco a questa mia seconda edizione con l’attitudine di chi va a sperimentare qualcosa di completamente nuovo e sconosciuto.

Stavolta sono con me due amici di Roma che ieri hanno partecipato al mio gruppo di meditazione e che sono miei ospiti fino a domani mattina. Sono venuti su apposta per la Festa della Primavera perché interessati dal programma. Sono presenti anche la Rosaria e Pavan, mio fratello che non se ne perde una……

Di solito in queste occasioni si spera sempre che il tempo sia clemente. Le previsioni purtroppo non sono favorevoli, tuttavia partiamo fiduciosi affinchè l’energia si muova e favorisca il buon andamento della giornata. Essere “positivi” conta molto in questi casi. Scegliamo di utilizzare l’auto dei romani, che è a gas e quindi ci permette di risparmiare, la scelta però si rivela subito infelice, perché già lungo il tragitto il motore da segni di sofferenza, si  scherza anche sulla possibilità che possa dipendere dal fatto che il guidatore non è la proprietaria della macchina di qui la ribellione della stessa!.

Viaggiamo sempre su marce molto basse, quando iniziamo la salita che ci porta alla famosa chiesa di S.Martino, a metà del percorso l’auto rifiuta di proseguire e si imballa fino a spegnersi definitivamente, scendiamo tutti per alleggerirla, la passiamo a benzina, ma non da segni di vita. Passano in quel momento altri amici che vanno su e due di noi ne approfittano per prendere un passaggio. Disavventura anche in questo caso, l’auto in questione non è meno ansiosa e capricciosa dell’altra, per farla breve arriviamo dopo gli altri…….perchè nel frattempo con la nuova alimentazione la nostra auto ha ripreso alla grande, mentre quella dell’autostop si imballa nell’angusto spazio davanti alla chiesa e per uscirne……..

Quando finalmente siamo in cima gli altri sono arrivati da un pezzo e stavano chiedendosi che fine avevamo fatto. Nel frattempo si è un po’ rannuvolato e non fa per niente caldo, anzi c’è un venticello fresco che lascia dei brividi lungo la pelle incautamente scoperta. Intanto è iniziata la seduta sul respiro e la conduttrice si affaccia per qualche attimo dalla porta finestra della budda hall, il look è quasi da spiaggia e non si risparmiano battutine e sfottò amichevoli…..Cara, tenera e simpaticissima Eli, se non ci fossi bisognerebbe inventarti.

Saltiamo il respiro, siamo arrivati troppo tardi e siamo troppo stressati dal viaggio e dalle disavventure, abbiamo bisogno di ritrovare un po’ di equilibrio goderci il posto e prendere contatto con i presenti, che a dire il vero sono pochini anche perché il grosso è a “respirare” con Eli. Ci sono amici di vecchia data, alcuni volti nuovi. Avverto subito una grande sensazione di serenità e di calma appena mi guardo intorno e faccio diversi respiri profondi, è così bello starsene qui ad attendere ciò che accade, “lasciando scorrere” come si dice in gergo. C’è nell’aria un senso di espansione e di unione al contempo e diventa subito piacevole conversare con i presenti, non mi pongo il problema di cosa vorrò fare o provare, mi lascio guidare dal “sentire”  e non dalla testa.

Mentre mi guardo intorno e assaporo la fragranza della natura che si risveglia, termina il respiro e siamo chiamati per il cerchio di presentazione del programma della giornata e degli operatori che si succederanno nelle dimostrazioni.  Siamo in tanti, quasi non ci si sta nella pur ampia sala di lavoro, c’è tanta energia e voglia di sperimentare. Noto subito che c’è un’apertura più ampia nelle dinamiche personali, c’è euforia, si scherza, si ride, c’è una certa eccitazione in tutti.

Dopo la presentazione ecco una prova collettiva sugli Archetipi, basata su una meditazione guidata con visualizzazione e posture, condotta dalla Silvia Gaia e le sensazioni e le emozioni che si attivano preannunciano una giornata decisamente interessante; a seguire c’è la presentazione della novità assoluta del tiro con l’arco con Sara e Stefano, dopo la breve ma incisiva descrizione per questa prova si prenotano praticamente tutti.

La giornata vola via veloce è già il momento della pausa pranzo, sarà l’aria e l’ora ma la fame si fa sentire, c’è una quantità industriale di belle cose da mangiare ed è gradevole fare un assaggio di un po’ di tutto, la pioggia decide di bagnare il pranzo costringendoci a spostare tutti i tavoli sotto una volta, ma questo ci consente di stare tutti insieme e vicini a condividere e gustare tutte quelle prelibatezze,  preparate direttamente dai partecipanti; mi sento di dire, senza tema di esagerare che c’è negli alimenti una energia che conferma l’amore con il quale sono stati preparati. Alla fine non rimane quasi nulla…..e come per incanto al termine del pranzo si ferma anche la pioggia, anzi un pallidissimo sole cerca di forzare le nubi e partecipare alla festa.

E’ il momento di affrontare la prova del guerriero, il tiro con l’arco, c’è la fila per la prova e i conduttori sono presi in contropiede dalle richieste non si aspettavano tanta partecipazione. Tutti in fila con gli archi pronti e la voglia di mettersi alla prova, qualcuno è teso, altri scherzano, altri ancora tradiscono l’emozione e l’ansia. Sono tra i primi a provare, l’ultima volta che ho usato un arco è stato da adolescente quando giocavo a indiani e caw boy. Al momento del tiro però accade qualcosa che mi è difficile spiegare a parole, ho come l’impressione di non esserci più, che un’altra identità prenda possesso di me e assuma la postura e l’attitudine interiore dell’arciere, mi è quasi naturale tirare la corda, anzi direi piacevole, una sensazione simile ad un deja vue come avessi sempre tirato d’arco. La freccia si allinea allo sguardo e alla spalla scomparendo nel bersaglio, al momento della tensione dell’arco che si accosta lentamente alla guancia ho come l’impressione che uno spazio si apra all’altezza del torace, e da quello spazio emergono sensazioni miste di esaltazione, gioia, vuoto e molte altre che non possono essere descritte a parole…..nel punto più alto di questa catarsi, la freccia parte da sola e raggiunge il bersaglio, mi accorgo di non avere assolutamente mirato né “pensato” di colpirlo….è accaduto da se!!

Sono talmente pieno di questa incredibile sensazione che decido di saltare le prove successive e aspettare il momento in cui presenterò la meditazione dinamica mantenendo questa “carica” speciale. Il programma prosegue con la meditazione consapevole di Stefano cui partecipano quasi tutti, restano fuori oltre al sottoscritto, quelli che stanno lavorando con il gruppo creativo insieme ai bambini e il gruppetto del pollice verde.

Nel frattempo c’è stata anche la meditazione camminata che ha offerto spunti interessanti raccontati dai partecipanti e che ha creato legami energetici molto belli nel gesto di prendersi per mano.

Sono le 16,45, ci si concede una pausa di 15 minuti in attesa dell’ora della Kundalini, c’è un po’ di indecisione sulla durata della stessa, si studiano varie possibilità alla fine si decide di farla per intero iniziando alle 17. In quel quarto d’ora resto nella Hall, preparo lo spazio e provo lo stereo, quest’ultimo mi mette un attimo in crisi perché oltre a non dare segni di vita si mangia il mio cd senza restituirmelo……attimi di “panico”, ricerca frenetica di un supporto sostitutivo, penso al Pc di Eli ma mentre sto armeggiando intorno all’oggetto informatico ci accorgiamo che lo stereo è semplicemente in stand by, un tocco al pulsante giusto e ritorna la tranquillità. Provo vera e propria euforia mentre Patrizia con il “gonghino” di Paolo richiama tutti nella hall.

Mano a mano che arrivano i partecipanti, sale l’eccitazione, vedo nel volto dei presenti una luce particolare, sembra che abbiano meditato da sempre, sono tutti lì, pronti. Siamo circa una trentina, parte la spiegazione e dentro di me sento salire un entusiasmo e un impeto che non avevo mai provato prima nonostante conduca gruppi da ormai 5 anni, stavolta è diverso c’è una tale quantità di energia che riempie la sala e mi trasmette un’elettricità particolare. Avrò descritto chissà quante volte la Kunda ma ora qui c’è una marcia in più dico cose che non ho mai detto prima, mi vengono su da qualche parte dentro di me forse dalla pancia o dal cuore o da entrambi non saprei dire, so solo che è una cosa stupenda. Ed è solo l’inizio, la meditazione è un crescendo inarrestabile.

Mi da l’idea di un fiume in piena, gli argini sono travolti. Tutti, nessuno escluso, sono completamente dentro, nella fase dello scuotimento l’impegno è totale, il messaggio è stato compreso, il contatto con la kundalini è cercato con tenacia, con ostinatezza e lo scuotimento a tratti diventa quasi sofferenza, ma lo scopo è raggiunto. La danza di celebrazione è semplicemente fantastica, un’esplosione di gioia, mano a mano che il ritmo aumento e incalza diventa quasi parossistica, sono tutti splendidamente “fuori” e trasmettono a me che conduco una tempesta di energia mai sentita prima, non posso fare a meno di unirmi alla danza e di godere di quell’esplosione di totalità. Alla fine della parte danzata si fa fatica a fermarsi, la carica è tanta che si vorrebbe continuare a celebrare. L’ascolto è di una bellezza struggente, vedo volti ancora illuminati dalla gioia, il sudore, ascolto l’affanno che si stempera lentamente nelle volute  a spirale di una musica che raggiunge vette che commuovono. E’ la consacrazione e la lenta ricomposizione dell’energia che ritorna alla radice. Nel riposo finale esplode un silenzio che rimanda ad una dimensione senza tempo. Non c’è modo per condividere, incalza l’ultima attività, sono anche fuori tempo massimo, me lo ricorda la buona Eli, riesco a ringraziare tutti per la bellissima esperienza che ci siamo regalati e a distribuire qualche volantino.

Quando esco dalla hall faccio fatica a focalizzare e “ritornare”, mi sento come su una nuvola, intanto su, nella zona dei bersagli c’è ancora chi sta tirando con l’arco, nella sala c’è l’ultimo evento della giornata Fly Dance che riscuote entusiasmi e interesse.

Posso dire che è stata una festa bellissima, piena di armonia, che ha superato per intensità quella dello scorso anno, ho conosciuto belle persone con le quali ho avuto scambi di vedute e condivisioni che mi hanno arricchito e stimolato su tutti i piani, anche la creatività si è mossa e con essa tante idee che spero prendano corpo a breve. Prima di andar via c’è il cerchio finale, dove ognuno esprime ciò che ha provato in questa giornata e ciò che porta con se o lascia in questo posto meraviglioso. Quando arriva il mio turno non riesco a trattenere un grido di gioia è l’unico modo per trasmettere quello che provo e sento in quel momento. La luce comincia a scemare quando torniamo alle macchine, arrivederci alla festa del respiro!

Premartha Giuseppe Crispo